Mostra di Sculture

Alberto Bufali, Città di Castello, palazzo Pretura 1994
La ricerca del “ luogo “dove fare un gesto, dove produrre qualcosa di reale, col quale trasmettere il proprio modo di saper congiungere il pensiero all’arte è una motivazione forte che guida il tentativo di accedere al godimento di utili e necessarie prospettive ffuture nella nostra epoca.
Da tempo, in questo campo, “ cerchiamo “ il nuovo sentire anche nel corpo della città contemporanea. Ne valutiamo le implicazioni, ne dimensioniamo le potenzialità, cercandole nell’ormai probabile risveglio, dopo tanti decenni di non voluta attenzione.
Con Alberto Bufali ad altri artisti abbiamo realizzato sul tema esperienze recenti. L’orientamento che ci accomuna è, credo, unico: il sentire è volto alla ricerca di una nuova etica, guida per un futuro migliore; il senso è consapevole degli eventi lontani che garantiscono una variabile presente; l’atto è quello di aborrire la banalità, la nostalgia, l’orpello; il desiderio, forse, è di forgiare il rinnovato privilegio a saper produrre opere riconoscendovi la propria legittima vanità a saparare, nuovamente, in una qualche eternità. Perciò in Alberto Bufali, anche, la ricerca estetica è atto pensato, cosciente, semplice, diretto.
L ’ opera è attuata con determinata ed efficace immediatezza giocando con lo spazio fisico in modo lucidamente lucido. Egli gioca con i materiali che lo compongono, ne sceglie alcuni e li ripropone in modi possibili altrove, ne reinventa il messaggio, ma ne rispetta le valenze storiche. Della storia, semmai, riferisce con immaginazione discreta, esprimendo l’opera senza costipare il presente, invitando, anzi, al rispetto di Lei.
Nella personale che ci propone oggi a Città di Castello, Bufali “ sradica “ da un nobilissimo spazio architettonico, città o stanza che sia, alcune forme: un arco, una porta, l’immagine del volume in cui egli svolge la sua azione creativa e le proietta con atto fantastico in altro luogo – spazio.
E’ un luogo della memoria, del percorso vivo della città, della genesi alla contemporaneità, passando per il pensiero milesio, fondante. Questo sembra di poter leggere nell’arco dai piani mai complanari, seppure siano di origine perfettamente triangolare, questo nei cubetti di cemento disposti didascalicamente sui pannelli metallici.
Il fare, il ritrattare, sono gesti carichi di significati stratificati sostenuti, nella ricerca del bello, sia da poderosa preparazione razionale – scientifica ( Bufali è un ingegnere apprezzatissimo ) che dalla fantasia.
Del lavoro di “ Albertobufali “ capace di trasmettere efficacemente messaggi ed inviti stimolanti, ci sembra possibile una qualche lettura cubista. Le sue istallazioni, nitide nel loro lineare seppur articolato geometrismo, sono dinamiche nella forma e nel colore.
Le forme, nate dal luogo, dal reale, dalla conoscenza profonda delle leggi che governano i materiali, assumono volute deformazioni, tutte riconducibili all ” inizio 2, alla città, all’uomo.
Paolo Lattaioli.




